
In memoria di
Batterista dei Pooh
Italiana
Nato/a a Roma · Deceduto/a a Roma
Dietro quella batteria c'era un uomo che sapeva far respirare le canzoni. Stefano D'Orazio nacque a Roma il 12 settembre 1948 e crebbe nel quartiere di Monteverde, dove da ragazzo iniziò a suonare nei primi complessi giovanili. La musica era la sua lingua naturale, quella attraverso cui scelse di raccontare il mondo.
Nel 1971 entrò a far parte dei Pooh, la band che stava per diventare colonna sonora di intere generazioni di italiani. Con Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian, Stefano divenne molto più di un batterista: era il metronomo umano del gruppo, il ritmo su cui poggiavano armonie e melodie. Ma il suo talento andava oltre lo strumento. Fu anche paroliere della band, firmando i testi di numerose canzoni e contribuendo a costruire quel repertorio che ha attraversato i decenni con brani come "Parsifal", "Pierre" e "Uomini soli".
La sua era una presenza discreta e generosa. Pur essendo sul palco di fronte a stadi pieni, Stefano conservò sempre la misura di chi sa che il proprio compito è tenere insieme gli altri. Restò con i Pooh fino al 2009, per poi tornare in occasione della reunion del cinquantennale del gruppo, nel 2015 e 2016, una festa che riportò la band davanti al suo pubblico in trionfo.
Negli ultimi anni si dedicò anche alla scrittura, ai musical e a progetti teatrali, coltivando una creatività che non si era mai esaurita. Accanto a lui c'era la moglie Tiziana, con cui condivise una vita lontana dal clamore.
Da tempo combatteva contro una malattia che lo aveva debilitato; il contagio da COVID-19 ne aggravò le condizioni, e Stefano si spense a Roma il 6 novembre 2020, all'età di 72 anni. La città che lo aveva visto nascere lo accompagnò in un commosso corteo funebre dal Campidoglio.
L'eredità di Stefano D'Orazio vive in ogni disco dei Pooh, in ogni testo che ha firmato, nel ricordo di un musicista che ha insegnato quanto sia preziosa l'umiltà di chi tiene il tempo per tutti. Non amava il centro della scena, eppure senza di lui quella scena non sarebbe stata la stessa.
Stefano, il tuo ritmo è dentro di me e dentro di milioni di italiani. Non potrai mai davvero andartene.
— Lucia Martini
3 aprile 2026Caro Stefano, mi piacerebbe dire che ti vediamo ancora salire sul palco con quell'energia infinita. Il tuo ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori.
— Daniela Pellegrini
1 aprile 2026A Stefano, che ha fatto ballare l'Italia intera. Grazie per tutto.
— Maria Messina
29 marzo 2026