
In memoria di
Cantante
Statunitense
Nato/a a New York, Stati Uniti · Deceduto/a a New York, Stati Uniti
Bastavano poche note di una sua canzone perché un'intera generazione si sentisse a casa. Tony Bennett, all'anagrafe Anthony Dominick Benedetto, nacque il 3 agosto 1926 nel quartiere del Queens a New York, figlio di immigrati italiani originari della Calabria. Crebbe nella Grande Depressione cantando per portare un sorriso alla famiglia, e quella voce calda e luminosa non lo avrebbe più abbandonato per il resto di una lunghissima vita.
Reduce dalla Seconda guerra mondiale, durante la quale combatté in Europa come fante, tornò a New York e fu notato da Bob Hope, che lo prese sotto la propria ala e gli suggerì il nome d'arte. Il successo arrivò all'inizio degli anni Cinquanta con brani come Because of You e Rags to Riches, e raggiunse il culmine nel 1962 con I Left My Heart in San Francisco, canzone che divenne la sua firma indelebile e gli valse i primi Grammy. Interprete raffinato del Great American Songbook, fu ammirato dai più grandi: Frank Sinatra arrivò a definirlo il miglior cantante popolare del mondo.
La sua fu una carriera capace di reinventarsi attraverso i decenni, attraversando mode e generazioni senza mai tradire l'eleganza dello swing. Negli anni Novanta conquistò un pubblico giovane con il progetto MTV Unplugged, premiato anch'esso con un Grammy. Nel nuovo secolo firmò celebrati album di duetti, in particolare con Lady Gaga, con cui incise Cheek to Cheek (2014) e Love for Sale (2021). Complessivamente collezionò venti Grammy Award. Nel 2016 gli fu diagnosticato l'Alzheimer, eppure continuò a esibirsi: i suoi ultimi concerti, accanto a Lady Gaga al Radio City Music Hall nel 2021, furono un addio commovente.
Si spense nella sua New York il 21 luglio 2023, a 96 anni, pochi giorni prima del compleanno. Oltre alla musica lasciò il talento di pittore, che coltivò per tutta la vita con le sue tele firmate Benedetto, e un instancabile impegno civile, avendo marciato per i diritti civili negli anni Sessanta. Fu insignito della Medaglia presidenziale della libertà e fondò, insieme alla moglie Susan, una scuola d'arte per ragazzi a New York. La sua voce resta tra le più amate della storia americana, un ponte caldo tra le generazioni, capace di rendere eterna ogni melodia che sfiorava.
Bennett non era solo un cognome, era una promessa di qualità in un'epoca di scorciatoie.
— Francesco Romano
12 giorni faNon era facile vivere nell'era del pop superficiale, eppure tu hai mantenuto sempre alti gli standard, rifiutando compromessi. Sei stato il nostro esempio di resistenza gentile contro il conformismo.
— Matteo Barbieri
19 giorni faTony Bennett: il nome significa semplicemente "eccellenza umana in forma sonora".
— Daniele Conte
27 giorni fa