
In memoria di
Cantante
Italiana
Nato/a a Campobasso, Italia · Deceduto/a a Milano, Italia
C'era una voce che, alla fine degli anni Cinquanta, ruppe gli equilibri pacati della canzone italiana e fece sobbalzare un'intera generazione. Era quella di Tony Dallara, all'anagrafe Antonio Lardera, nato a Campobasso il 30 giugno 1936 e cresciuto a Milano, in una famiglia che al canto era già legata: il padre cantava nel coro della Scala.
Dopo i primi mestieri umili, fece il barista e l'impiegato, trovò la sua strada nella musica unendosi a una band giovanile e lasciandosi ispirare dai grandi interpreti americani come Frankie Laine e Tony Williams. Da quella scuola nacque un modo di cantare nuovo, ruvido e appassionato, che gli valse l'etichetta di urlatore: il primo, il capostipite di chi voleva allontanarsi dalla tradizione melodica di Claudio Villa e Luciano Tajoli per guardare oltreoceano.
La svolta arrivò con Come prima, pubblicata nel dicembre 1957. Rifiutata al Festival di Sanremo, divenne un trionfo clamoroso: trecentomila copie vendute, il singolo più venduto fino a quel momento in Italia. Era il segno che qualcosa stava cambiando, che il pubblico era pronto a una voce capace di gridare l'amore invece di sussurrarlo. Da quel momento Dallara divenne uno dei volti simbolo di una stagione che stava reinventando il gusto musicale del Paese.
Il vertice della carriera fu il 1960, l'anno in cui vinse il Festival di Sanremo con Romantica, brano che si impose anche a Canzonissima. Quella melodia divenne uno dei simboli della musica italiana di quegli anni, amata e cantata in ogni casa. Negli anni successivi Dallara continuò a esibirsi e a incidere, restando una presenza familiare e affettuosa per il pubblico che lo aveva accompagnato fin dagli esordi.
Nel 2001 il presidente Carlo Azeglio Ciampi lo nominò Cavaliere della Repubblica, riconoscendo il suo contributo alla canzone italiana e il merito di averla portata nel mondo. Negli ultimi anni la salute lo mise duramente alla prova, con un lungo ricovero, ma il legame con il suo pubblico non si spezzò mai. Si è spento a Milano il 16 gennaio 2026, all'età di 89 anni.
Resta la sua voce, la prima a osare l'urlo, e con essa il ricordo di un artista che ha dato all'Italia canzoni destinate a non spegnersi, capaci ancora oggi di far rivivere l'emozione di un'epoca.
Non conoscevo personalmente Tony Dallara, ma sento di conoscerlo intimamente attraverso la sua musica. È così che muoiono i veri artisti: non muoiono mai veramente.
— Giulia Ferri
1 giorni faTony, la tua voce era pura magia. Grazie per averci fatto sognare.
— Luca Esposito
1 giorni faHo imparato a cantare imitando te. Non sono diventato famoso, ma almeno ho una voce decente grazie ai tuoi insegnamenti attraverso la musica.
— Giorgio Serra
5 giorni fa