
In memoria di
Regista e attore, 4 premi Oscar
Italiana
Nato/a a Sora, Frosinone · Deceduto/a a Neuilly-sur-Seine, Francia
C'era una qualita' particolare negli occhi di Vittorio De Sica: la capacita' di scorgere la dignita' nelle persone comuni, nei volti segnati dalla fatica, negli angoli dimenticati delle citta'. Fu questo sguardo a trasformare il cinema italiano e il modo in cui il mondo guarda alla realta'.
Nacque a Sora, nel Lazio, il 7 luglio 1901, in una famiglia di modeste condizioni; il padre Umberto era impiegato di banca. Da giovane fu prima attore di teatro, poi una delle facce piu' amate del cinema italiano degli anni Venti e Trenta: bello, elegante, brillante interprete di commedie. Ma dentro di lui covava il desiderio di andare oltre la superficie, di raccontare storie vere.
La svolta arrivo' con la regia. Fu nel dopoguerra, in un'Italia ferita e impoverita, che De Sica trovo' la sua vocazione piu' alta. Insieme allo sceneggiatore Cesare Zavattini diede vita al Neorealismo: non solo una tecnica, ma una scelta morale, lo stare dalla parte dei poveri, dei bambini abbandonati, dei disoccupati che cercavano di sopravvivere tra le macerie.
Sciuscia' (1946) e soprattutto Ladri di biciclette (1948) lo consacrarono. Un film di apparente semplicita' - un uomo che cerca per le strade di Roma la bicicletta rubata - eppure capace di contenere tutta la disperazione e l'amore di un'epoca, girato con volti reali invece che con divi. Il mondo si fermo' a guardarlo: nel 1950 ricevette un Oscar onorario. Seguirono Miracolo a Milano (1951) e Umberto D. (1952), con la sua straziante tenerezza per un anziano pensionato che lotta per la dignita'.
Nel corso della carriera, quattro dei suoi film furono premiati dall'Academy: oltre a Sciuscia' e Ladri di biciclette, vinsero l'Oscar al miglior film straniero Ieri, oggi, domani (1964) e Il giardino dei Finzi-Contini (1971). Continuo' poi a sorprendere con commedie e film popolari, senza mai smettere di lavorare.
La sua vita privata fu intensa. Sposo' l'attrice Giuditta Rissone, e in seguito visse un lungo amore con la spagnola Maria Mercader, che divenne la sua seconda moglie e madre dei figli Manuel e Christian, anch'egli attore e regista. Mori' a Neuilly-sur-Seine, in Francia, il 13 novembre 1974, dopo un intervento chirurgico.
L'eredita' di Vittorio De Sica e' immensa. Ha insegnato al cinema che la poesia non abita nei palazzi sontuosi, ma nelle strade polverose e negli sguardi di chi soffre. Ogni regista che racconta gli ultimi, che sceglie volti veri, che guarda la realta' con occhi compassionevoli, e' debitore verso quest'uomo che fece del cinema una coscienza e una voce per chi non ne aveva.
Mia nonna dice che ricorda il giorno in cui ti ha visto per strada a Roma, negli anni Cinquanta. Dice che avevi gli occhi tristi ma il sorriso gentile.
— Roberto Gatti
20 marzo 2026Ieri ho rivisto uno dei tuoi film con mio figlio. Gli ho detto: guarda come si fa davvero cinema.
— Nicola Marchetti
19 marzo 2026Ricordo ancora mio nonno che mi portò al cinema per la prima volta a vedere uno dei tuoi film. Da quel momento, capii cosa fosse la magia.
— Marta De Angelis
16 marzo 2026