
In memoria di
Regista
Statunitense
Nato/a a Chicago, Stati Uniti · Deceduto/a a Los Angeles, Stati Uniti
Pochi registi hanno saputo guardare la paura negli occhi e restituirla allo spettatore con tanta crudezza quanto William Friedkin. Nato a Chicago il 29 agosto 1935, da una modesta famiglia ebraica di origini ucraine, cominciò a lavorare nella sala spedizioni di una televisione locale per poi passare dietro la macchina da presa, dirigendo documentari che gli affinarono uno sguardo nervoso, diretto, quasi giornalistico, destinato a diventare la sua firma.
Negli anni Settanta divenne uno dei protagonisti della nuova Hollywood, accanto a registi come Coppola e Bogdanovich. Nel 1971 firmò Il braccio violento della legge (The French Connection), un poliziesco febbrile e realistico la cui celebre scena di inseguimento è entrata nella storia del cinema: il film gli valse l'Oscar per la miglior regia e vinse anche come miglior film. Due anni dopo realizzò L'esorcista (1973), tratto dal romanzo di William Peter Blatty, che terrorizzò il pubblico di mezzo mondo, divenne uno dei più grandi successi commerciali di sempre e gli portò una nuova candidatura all'Oscar come miglior regista.
La sua ricerca dell'autenticità lo spinse spesso oltre i confini del sicuro: in Il salario della paura (Sorcerer, 1977), ambizioso e tormentato remake del classico di Clouzot, mise in scena un viaggio infernale tra giungle e ponti pericolanti. Diresse anche Cruising e Vivere e morire a Los Angeles, sempre fedele a un cinema viscerale e privo di compromessi.
Negli anni Friedkin non smise mai di reinventarsi, spaziando dal thriller giudiziario alla regia teatrale e lirica, e tornando più volte sui temi che lo ossessionavano: il confine sottile tra bene e male, la fragilità della legge, l'inquietudine del soprannaturale. Burbero e schietto, raccontò il proprio percorso nella vivida autobiografia The Friedkin Connection, e fu prodigo di consigli per le giovani generazioni di cineasti che lo veneravano come un maestro. Il suo ultimo lavoro, un adattamento di The Caine Mutiny Court-Martial, fu presentato postumo alla Mostra del Cinema di Venezia, suggello di una vita interamente votata allo schermo.
Nella vita condivise un lungo matrimonio con la produttrice Sherry Lansing, già a capo della Paramount. Friedkin morì nella sua casa di Los Angeles il 7 agosto 2023, a 87 anni, per scompenso cardiaco e polmonite, poco prima dell'uscita del suo ultimo film. Lascia un'eredità di rigore e coraggio: la lezione di un autore convinto che il cinema dovesse scuotere, mai consolare, e che la verità di un'immagine valesse più di qualsiasi artificio.
Non tutti sanno chi sei, ma tutti hanno visto almeno uno dei tuoi capolavori. Questa è una forma di immortalità rara e meritata.
— Francesco Esposito
3 giorni faIl tuo sguardo sul mondo era unico, penetrante, spietato. Ti porteremo sempre con noi nei nostri sogni al cinema.
— Paolo Longo
12 giorni faUn genio che sapeva come far battere i cuori degli spettatori. Ciao, maestro.
— Giuseppina De Angelis
13 giorni fa