In memoria di

Jorge Mario Bergoglio

12/17/1936 - 04/21/2025

”Dare valore alla vita dei nostri cari, significa ricordarla anche dopo la morte”

Infanzia e Giovinezza

Jorge Mario Bergoglio è nato il 17 dicembre 1936 a Buenos Aires, in Argentina, da una famiglia di origine italiana. I suoi genitori erano Mario José Bergoglio, un ferroviere piemontese, e Regina María Sívori, casalinga di origini liguri. Aveva quattro fratelli, e la sua infanzia fu segnata da un forte senso della famiglia e da una profonda religiosità domestica.

Ha vissuto a Flores, un quartiere popolare della capitale argentina, e da giovane fu un ragazzo studioso ma anche pratico: amava il calcio e il tango, ma anche la lettura. Uno dei momenti significativi della sua adolescenza fu una grave malattia polmonare che lo portò a perdere parte di un polmone. Questo evento lo segnò profondamente, rafforzando la sua spiritualità.

Un insegnante in particolare, padre Duarte, gesuita, influenzò molto la sua formazione: grazie a lui Jorge iniziò a considerare seriamente la vocazione religiosa. Amava le materie umanistiche, in particolare la letteratura e la filosofia, e mostrava un'attitudine riflessiva e sensibile.

Famiglia e Relazioni

Papa Francesco non si è mai sposato e ha scelto la castità come parte del suo impegno nella Compagnia di Gesù. Tuttavia, ha spesso parlato con affetto della sua famiglia d'origine e del forte legame con i genitori e i nonni.

Nel suo pontificato ha più volte sottolineato l’importanza della famiglia, descrivendola come “una scuola di umanità”. Il suo approccio è sempre stato improntato all’ascolto, all’accoglienza e alla misericordia, valori che ha trasferito anche nel modo in cui guida la Chiesa.

Tra le sue relazioni significative figurano molti amici laici e religiosi, anche non credenti, con cui ha coltivato rapporti profondi basati sul rispetto reciproco e sul dialogo.

Carriera e Realizzazioni

Il suo primo lavoro fu come tecnico chimico in un laboratorio, prima di entrare nel seminario. Nel 1958 cominciò il noviziato nei Gesuiti, e nel 1969 fu ordinato sacerdote. Divenne in seguito rettore del Collegio Massimo di San Miguel e poi provinciale dei gesuiti in Argentina.

Nel 1992 fu nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e nel 1998 ne divenne arcivescovo. Nel 2001 fu creato cardinale da Papa Giovanni Paolo II.

Il 13 marzo 2013, dopo la rinuncia di Benedetto XVI, fu eletto Papa, scegliendo il nome “Francesco” in onore di San Francesco d’Assisi. Da allora, si è distinto per un pontificato centrato sulla riforma della Curia, la lotta agli abusi, la difesa dell’ambiente, la semplicità e il dialogo con il mondo.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, non solo religiosi ma anche civili, per il suo impegno per la pace, i diritti umani e la giustizia sociale.

Passioni e Interessi

Ama la letteratura classica e la filosofia, è un lettore appassionato di Dostoevskij, Borges e Hölderlin. Apprezza anche la musica classica e il tango argentino, che considera parte integrante della sua identità culturale.

La sua grande passione, tuttavia, è la cura degli emarginati e dei poveri, che considera il cuore del Vangelo. Ha promosso con forza l’enciclica "Laudato si’", una delle sue opere più conosciute, incentrata sulla cura del Creato.

Sfide e Superamenti

Ha affrontato opposizioni interne alla Chiesa, critiche esterne e momenti difficili legati alla sua salute, ma ha sempre mostrato grande resilienza e umiltà. Ha affrontato anche la dittatura argentina da gesuita, cercando di proteggere le persone perseguitate, pur tra polemiche e incomprensioni.

Una delle sue risorse principali è stata la preghiera, insieme a una profonda fiducia nella Provvidenza e in un Dio “di misericordia più che di giudizio”.

Eredità e Ricordo

È visto da molti come un papa rivoluzionario, capace di rompere schemi, parlare in modo semplice e diretto, e portare il papato più vicino alla gente. Gli amici e i fedeli lo descrivono come umile, coraggioso, ironico e profondamente umano.

Ha lasciato un’eredità importante fatta di gesti simbolici, come l’abitare nella Casa Santa Marta invece del Palazzo Apostolico, o l’aprire le porte del dialogo con altre fedi.

Il suo lascito più grande potrebbe essere l’idea di una Chiesa “in uscita”, meno autoreferenziale, più vicina ai poveri e alla vita reale della gente.

Momenti di Vita e Aneddoti

Uno degli episodi più noti è quello del primo saluto da papa, in cui chiese alla folla di pregare per lui, anziché impartire subito la benedizione. Fu un gesto potente, che racconta bene la sua visione del ruolo papale: servizio, non potere.

Un altro aneddoto è legato al suo abbigliamento: rifiutò scarpe nuove e anelli d’oro, preferendo rimanere semplice anche nei simboli.

Una frase per la vita

Se potesse riassumere la sua vita in una frase, probabilmente sarebbe questa:
“Chi non vive per servire, non serve per vivere.”