
In memoria di
Attore
Britannica
Nato/a a Londra · Deceduto/a a Londra
C'era una voce, prima di tutto: profonda, vellutata, capace di trasformare una sola sillaba in una minaccia o in una carezza. Era la voce di Alan Rickman, nato il 21 febbraio 1946 a Brentford, nella periferia ovest di Londra, e cresciuto nel quartiere operaio di Acton. La sua infanzia fu segnata presto dal dolore: aveva solo otto anni quando il padre morì, lasciando la madre a crescere da sola lui e i fratelli. Da quella vita semplice e non priva di difficoltà, Alan portò con sé una dignità e una sensibilità che non lo avrebbero mai abbandonato.
Prima di salire su un palcoscenico, studiò arte grafica e lavorò come grafico, ma la chiamata del teatro era troppo forte. A ventisei anni si iscrisse alla prestigiosa Royal Academy of Dramatic Art di Londra, e da lì iniziò il suo cammino. Entrò nella Royal Shakespeare Company e si fece notare nei classici come nei testi contemporanei, fino alla consacrazione teatrale con il ruolo del Visconte di Valmont in Les Liaisons Dangereuses, che gli valse una candidatura al Tony Award.
Il cinema lo scoprì relativamente tardi, ma con un colpo da maestro: nel 1988, a quarantadue anni, fu il glaciale criminale Hans Gruber in Die Hard, debutto sul grande schermo che lo rese subito riconoscibile in tutto il mondo. Seguirono lo Sceriffo di Nottingham in Robin Hood - Principe dei ladri, che gli valse un BAFTA, e una lunga galleria di personaggi indimenticabili. Ma per intere generazioni Alan Rickman resterà per sempre Severus Piton, il professore ambiguo e tormentato della saga di Harry Potter: un personaggio che seppe rendere insieme severo e profondamente umano, custode di un amore segreto rivelato solo alla fine.
Chi lavorò con lui ne ricordava la generosità, l'ironia tagliente e una straordinaria attenzione verso i più giovani. Nel corso della carriera ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui un BAFTA, un Golden Globe e un Emmy. La sua vita privata fu discreta e fedele: condivise quasi cinquant'anni con Rima Horton, che sposò poco prima della fine.
Nel 2015 una lieve ischemia portò alla diagnosi di un tumore al pancreas, che tenne nascosto a tutti tranne i più intimi. Si spense a Londra il 14 gennaio 2016, a sessantanove anni. Lasciava un vuoto enorme e un'eredità preziosa: quella di un artista che sapeva dire molto con pochissimo, che trasformava il silenzio in emozione. La sua voce continua a risuonare in ogni film, ricordandoci che la vera grandezza non ha bisogno di alzare il tono.
Quando ho saputo della tua morte, mi è sembrato che il cielo avesse perduto una stella tra le più brillanti.
— Teresa De Luca
4 aprile 2026Mi piacerebbe credere che da qualche parte, stai guardando le nuove generazioni di attori che cercano di imitare la tua dedizione.
— Cinzia Gatti
1 aprile 2026Tuo padre voleva che diventassi architetto. Grazie di non aver ascoltato. Il mondo aveva bisogno di questo artista.
— Alessia Leone
1 aprile 2026