
In memory of
Cestista
Americana
Born in Philadelphia · Passed away in Calabasas, California
C'era un ragazzo di Philadelphia che amava il basket più di qualsiasi altra cosa al mondo. Figlio di Joe Bryant, anche lui cestista professionista, Kobe Bean Bryant nacque il 23 agosto 1978 e portò sulle spalle, fin da bambino, un'idea di eccellenza che sarebbe diventata la sua intera filosofia di vita.
Da piccolo seguì il padre in Italia, dove Joe giocava nei campionati europei: a Rieti, Reggio Calabria e Pistoia, il giovane Kobe imparò la lingua, assorbì la cultura del gioco e coltivò un'ossessione per il miglioramento continuo. Tornato negli Stati Uniti, brillò alla Lower Merion High School, e nel 1996, a diciassette anni, scelse di passare direttamente dal liceo all'NBA.
Approdò ai Los Angeles Lakers, dove avrebbe trascorso l'intera, leggendaria carriera di vent'anni. Insieme al gigante Shaquille O'Neal e all'allenatore Phil Jackson, conquistò tre titoli NBA consecutivi tra il 2000 e il 2002. Dopo la separazione da O'Neal, si reinventò come leader assoluto e guidò i Lakers ad altri due campionati nel 2009 e nel 2010, costruendo il mito della "Mamba Mentality": una dedizione quasi religiosa al lavoro, fatta di allenamenti prima dell'alba e di una ricerca instancabile della perfezione.
Nel 2001 aveva sposato Vanessa Laine, con cui costruì una famiglia di quattro figlie. Si ritirò nel 2016 con una serata indimenticabile, segnando 60 punti nell'ultima partita. Negli anni successivi si dedicò con la stessa intensità a nuove imprese: nel 2018 vinse persino un Premio Oscar per il corto d'animazione "Dear Basketball".
Il 26 gennaio 2020, a Calabasas, in California, Kobe Bryant perse la vita in un incidente in elicottero insieme alla figlia tredicenne Gianna e ad altre sette persone. Il mondo intero si fermò nel dolore. La sua eredità, però, non è scomparsa con lui: Kobe ha insegnato a generazioni di atleti cosa significhi dedicarsi completamente a qualcosa, trasformando il sacrificio in arte. Ogni giovane che lavora oltre i propri limiti porta con sé, in qualche modo, lo spirito del Black Mamba.
Sei partito troppo presto, ma la tua leggenda vivrà per sempre nel cuore degli amanti del basket.
— Daniele Conti
21 marzo 2026Grazie per le emozioni che mi hai regalato durante la tua straordinaria carriera. Continuerai a vivere attraverso di noi.
— Luca Marino
18 marzo 2026Mio padre mi portava a vederti giocare quando ero piccolo. Tu eri la ragione per cui volevo imparare a giocare. Sei stato il mio idolo sempre.
— Andrea Rossi
7 marzo 2026