
In memory of
Inventore e ingegnere
Serba/Americana
Born in Smiljan, Croazia · Passed away in New York
C'era un bambino, nel villaggio di Smiljan, che osservava i temporali senza paura. Quei lampi che squarciavano il cielo sembravano parlargli un linguaggio segreto: il linguaggio dell'elettricità, la forza invisibile a cui avrebbe dedicato l'intera esistenza. Quel bambino era Nikola Tesla, nato il 10 luglio 1856 a Smiljan, allora parte dell'Impero austriaco e oggi in Croazia, in una famiglia serba ortodossa. Il padre era sacerdote, la madre una donna di grande ingegno pratico, capace di costruire piccoli congegni con le proprie mani: forse fu da lei che Nikola ereditò il dono di vedere le macchine compiute nella mente, prima ancora di disegnarle.
Studiò a Karlovac e poi al Politecnico di Graz, dove l'osservazione di una dinamo a corrente continua accese in lui un'intuizione: i sistemi esistenti erano sprecati, imperfetti. Da quella convinzione nacque la sua grande visione, il motore a corrente alternata, che la leggenda vuole gli sia apparso completo durante una passeggiata a Budapest. Dopo anni passati tra Praga, Budapest e Parigi, nel 1884 sbarcò a New York con poche monete in tasca e una mente piena di idee.
Lavorò brevemente per Thomas Edison, ma le loro visioni si scontrarono presto: Edison difendeva la corrente continua, Tesla credeva nel futuro della corrente alternata. Fu la celebre guerra delle correnti. Al fianco dell'industriale George Westinghouse, che ne intuì il valore, il sistema di Tesla trionfò: illuminò l'Esposizione mondiale di Chicago del 1893 e diede energia alla centrale idroelettrica delle cascate del Niagara, imponendosi come standard mondiale.
Titolare di centinaia di brevetti, Tesla esplorò le onde radio, la trasmissione senza fili, l'alta frequenza. La bobina che porta il suo nome resta un'icona della scienza. A Wardenclyffe, su Long Island, eresse una torre con il sogno di trasmettere energia gratuita attraverso il pianeta; i finanziamenti si esaurirono e il progetto rimase incompiuto, ferita mai del tutto rimarginata. Era un uomo solitario, ossessivo nei suoi rituali, generoso di idee ma incapace di trasformarle in ricchezza.
Trascorse gli ultimi anni in modesti alberghi di New York, sempre più povero e dimenticato. Si spense il 7 gennaio 1943 nella sua stanza all'Hotel New Yorker. Eppure la sua eredità è ovunque: ogni volta che accendiamo una luce, carichiamo un dispositivo o ascoltiamo una radio, viviamo dentro la sua visione. In suo onore, l'unità di misura dell'induzione magnetica porta il nome di tesla. Resta il ricordo di un sognatore che ha regalato al mondo l'energia che lo muove, silenziosa e invisibile come l'elettricità che scorre nei nostri muri.
La natura ti ha parlato, Nikola, e tu hai tradotto il suo linguaggio in invenzioni concrete che hanno cambiato il corso della civiltà umana.
— Rita Martinelli
27 marzo 2026Un uomo innamorato della scienza più che della gloria, della verità più che del denaro. Modello raro e bellissimo.
— Alice Serra
22 marzo 2026La tua Torino, la tua Parigi, la tua New York. Hai girato il mondo cercando chi potesse capire le tue intuizioni straordinarie. Peccato che il mondo non fosse ancora pronto.
— Marco Rossi
20 marzo 2026